Berlino come New York - Testo d’accompagnamento
KASTANIENALLEE 36A.
La prima occhiata al cielo di Berlino la do al mattino verso le sette mentre preparo il caffè sulla piastra nero lucido a induzione. E’ quasi sempre grigio. Delle volte è di un grigio scuro che non fa passare la luce. A volte è di un grigio chiaro abbastanza luminoso. Raramente piove. Dalla finestra della cucina che è divisa in quattro e ha otto vetri, le ho viste così anche a Mosca, si vede la prospettiva leggermente in salita di Kastanienallee. Se salgo in piedi su una sedia posso vedere la punta estrema della torre di Alexander Platz. In passato il viale era costeggiato da ippocastani andati perduti durante la Guerra. Negli anni novanta son stati ripiantati ma non arrivano oltre al primo piano delle case. La strada è tagliata perpendicolarmente da Schwedterstrasse, io abito in una casa all’angolo. Sotto si incrociano due tram gialli che fan venire in mente I dipinti delle periferie di Sironi. Uno scende da kastanieenallee verso Mitte, l’altro sale verso PrenzlauerBerg. La casa è sul confine dei due quartieri. Infatti vi è un cartello sotto casa, verde e giallo che indica l’inizio del Mitte, qualcuno per scherzo ha dipinto una T sopra la M di mitte TITTE vuol dire tetta in tedesco. Le case che mi circondano sono parallelepipedi di quattro piani, le facciate lisce di età indefinibile sono alternativamente di color grigio chiarissimo, ocra mescolato a un po’ di nero o gialline. I tetti leggermente spioventi sono di tegole di un arancione brunito. Le finestre piccole, alcune hanno tendine di pizzo che cadono immobili dietro ai vetri chiusi. Le strade sono ancora deserte. Di machine e di persone.
Per fumare la prima sigaretta col caffè vado in una camera dal lato opposto della cucina, alla fine del corridoio. La stanza che è il mio studio è lunga e stretta con una delle due pareti che si restringe verso il fondo a imbuto. Una porta finestra si affaccia sul cortile. Un ampio rettangolo con al centro uno sterrato su cui sorge una betulla, una piccola quercia e due enormi pioppi che si allungano affiancati oltre i muri delle case che chiudono il cortile da tutti I lati. Sulla quercia ha fatto un grosso nido una gazza che vedo spesso svolazzare dai tetti al nido. La casa a sinistra è un muraglione color ocra scolorito senza finestre. Sulla facciata appena sotto il cornicione si legge una scritta rossa di circa un metro d’altezza, YUPPIE RAUS.
Stamane, 27 Marzo il cielo e azzurrino, e il cespuglio di forsizia del cortile e’ punteggiato di stelline gialle. Promette bene.
Andrea Ventura,
illustratore e pittore

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