Galleria Rubin Blog


On this blog you will find posts about our exhibitions, news on the artists we work with and posts on art in general.

Galleria Rubin is a contemporary art gallery founded in Milan, Italy in 1997. Galleria Rubin works with Italian and international artists, mainly painters and sculptors, focusing on the artistic techniques.
Vi aspettiamo a Roma Contemporary dal 25 al 27 maggio 2012. Questa è la guida di Artribune agli eventi del weekend d’arte…non dimenticate però di visitare il nostro stand n.14 padiglione A.

Vi aspettiamo a Roma Contemporary dal 25 al 27 maggio 2012.
Questa è la guida di Artribune agli eventi del weekend d’arte…
non dimenticate però di visitare il nostro stand n.14 padiglione A.

Un assaggio della mostra che inaugura stasera:
Luca Reffo, Rainbow Color (without information on), 2012, oil on canvas, 24 x 30 cm

Un assaggio della mostra che inaugura stasera:

Luca Reffo, Rainbow Color (without information on), 2012, oil on canvas, 24 x 30 cm

Tomorrow night at Galleria Rubin, Milan, Italy Luca Reffo solo show: “Close to me” curated by Marco Meneguzzo. Opening reception: 19 - 21

Tomorrow night at Galleria Rubin, Milan, Italy
Luca Reffo solo show: “Close to me”
curated by Marco Meneguzzo.
Opening reception: 19 - 21

E’ online il sito di Letizia Fornasieri: letiziafornasieri.itDove troverete una selezione delle sue opere e tanti contenuti interessanti da leggere e scaricare.
immagine: Letizia Fornasieri, Girasole, 2010, olio su carta, 54 x 65 cm

E’ online il sito di Letizia Fornasieri: letiziafornasieri.it
Dove troverete una selezione delle sue opere e tanti contenuti interessanti da leggere e scaricare.

immagine: Letizia Fornasieri, Girasole, 2010, olio su carta, 54 x 65 cm

While you are waiting for the upcoming exhibition Close to me, please enjoy a new selection of works by Luca Reffo on our website galleriarubin.com

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Segnaliamo la mostra di Sonia Costantini “Consonanze” al Palazzo Ravaschieri di Chiavari (Ge). Inaugurazione venerdì 11 maggio 2012, ore 18.00. Dal 11 maggio 2012 al 01 luglio 2012. Su appuntamento. Sabato e domenica dalle 17.00 alle 20.00.

Segnaliamo la mostra di Sonia Costantini “Consonanze” al Palazzo Ravaschieri di Chiavari (Ge). Inaugurazione venerdì 11 maggio 2012, ore 18.00. Dal 11 maggio 2012 al 01 luglio 2012. Su appuntamento. Sabato e domenica dalle 17.00 alle 20.00.

Per gli appassionati di Andrea Chiesi segnaliamo la sua fan page su facebook.
If you love Andrea Chiesi work then please follow is fan page on facebook.
                                    Parliamo di Andrea Chiesi

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                                    Parliamo di Andrea Chiesi

Recensione di Jacqueline Ceresoli
per Exibart.com



fino al 14.V.2012Berlino come New YorkMilano, Galleria Rubin 
Tre pittori di casa a Berlino che condividono paesaggismo urbano, atmosfere post- espressioniste e vedutismo metafisico. Dando vita a metafore della modernità dominata dal tempo e dal pericolo dell’oblio -

pubblicato lunedì 30 aprile 2012




Nel 1989, il crollo del muro segnò la fine della “Guerra Fredda” e la divisione delle due  Germanie; Berlino diventò la capitale europea dell’innovazione urbanistica, architettonica e dell’arte contemporanea (così come fu  per New York,  negli anni Cinquanta, Sessanta e Ottanta). Una politica di affitti a prezzi contenuti, assieme alle agevolazioni per i giovani immigrati che decidono di fare figli e di crescerli nella “Città Nuova”, hanno attratto anche artisti e intellettuali, trasformando Berlino nel luogo dove tutti vorrebbero andare almeno una  volta  nella vita. 
La galleria Rubin, nel mentre, ne espone tre: pittori di casa a Berlino che condividono pittura-fotografica ad olio,  paesaggismo urbano, atmosfere cupe post- espressioniste ed un vedutismo figurativo metafisico, silente, distaccato, in cui non compaiono persone bensì architetture e  luoghi  ”nature morte”, metafore di una modernità fragile, dominata dal tempo e dal pericolo dell’oblio. 
Stefan Hoenerloh (Karlsruhe, Germania, 1960), quando si trasferì in un quartiere degradato nella parte orientale della città, iniziò a fotografarne i ruderi e i palazzi abbandonati, diventati poi le fonti d’ispirazione per  una serie di paesaggi urbani fatti di architetture maestose dai toni seppiati, cieli lividi,  e metafisiche utopie urbane in bilico tra decadenza e nostalgia di un  passato glorioso. 



Roman Lipski (Nowy Dwor Gdanski, Polonia, 1969), vive a Berlino dal 1989, mantiene i rapporti con le istituzioni culturali di Danzica, ed è considerato tra i migliori artisti emergenti che rappresentano il volto cosmopolita della città: i suoi paesaggi naturali, con campi coltivati e casolari circondati da alberi in cui il verde trionfa, mostrano  una  Germania dipinta  non come piattaforma di architetture, ma landa di verde rasserenate. 
Andrea  Chiesi (Modena, 1966) ha soggiornato a Berlino in diverse occasioni, nel 2011 ha vissuto in uno spazio sperimentale a Kreuzberg dando vita ad una serie di opere intitolate Perpetuum mobile, di cui sono in mostra tre dipinti: still life di luoghi urbani dai toni metallici, raggelanti, in cui nero, bianco e virate di grigio trasparente, rappresentano, con linee essenziali, edifici di archeologia industriale; tra questi, spicca un gasometro a sud di Berlino, più surreale che iperrealista, decorato con enigmatiche insegne luminose. Emana un’energia ipnotica, poi, l’opera  con un radar a forma sferica, situato in un aeroporto abbandonato, nei pressi di un lago simile a una navicella di Star Trek sperduta in uno spazio fuori dal tempo: certamente un omaggio alla fotografia di Bernd e Hilla Becher e a Gerhard Richter, padre della pittura fotografica.  

jacqueline ceresoli
mostra visitata il 19 aprile 2012 



dal 19 aprile al 14 maggio 2012
Berlino come New York
Galleria Rubin
Via Bonvesin De La Riva 5 (20129) Milano
Info: +39 0236561080 - inforubin@galleriarubin.com -www.galleriarubin.com
Recensione di Jacqueline Ceresoli
per Exibart.com



fino al 14.V.2012
Berlino come New York
Milano, Galleria Rubin
Tre pittori di casa a Berlino che condividono paesaggismo urbano, atmosfere post- espressioniste e vedutismo metafisico. Dando vita a metafore della modernità dominata dal tempo e dal pericolo dell’oblio -



pubblicato lunedì 30 aprile 2012
Nel 1989, il crollo del muro segnò la fine della “Guerra Fredda” e la divisione delle due  Germanie; Berlino diventò la capitale europea dell’innovazione urbanistica, architettonica e dell’arte contemporanea (così come fu  per New York,  negli anni Cinquanta, Sessanta e Ottanta). Una politica di affitti a prezzi contenuti, assieme alle agevolazioni per i giovani immigrati che decidono di fare figli e di crescerli nella “Città Nuova”, hanno attratto anche artisti e intellettuali, trasformando Berlino nel luogo dove tutti vorrebbero andare almeno una  volta  nella vita. 
La galleria Rubin, nel mentre, ne espone tre: pittori di casa a Berlino che condividono pittura-fotografica ad olio,  paesaggismo urbano, atmosfere cupe post- espressioniste ed un vedutismo figurativo metafisico, silente, distaccato, in cui non compaiono persone bensì architetture e  luoghi  ”nature morte”, metafore di una modernità fragile, dominata dal tempo e dal pericolo dell’oblio.

Stefan Hoenerloh (Karlsruhe, Germania, 1960), quando si trasferì in un quartiere degradato nella parte orientale della città, iniziò a fotografarne i ruderi e i palazzi abbandonati, diventati poi le fonti d’ispirazione per  una serie di paesaggi urbani fatti di architetture maestose dai toni seppiati, cieli lividi,  e metafisiche utopie urbane in bilico tra decadenza e nostalgia di un  passato glorioso. 
Roman Lipski (Nowy Dwor Gdanski, Polonia, 1969), vive a Berlino dal 1989, mantiene i rapporti con le istituzioni culturali di Danzica, ed è considerato tra i migliori artisti emergenti che rappresentano il volto cosmopolita della città: i suoi paesaggi naturali, con campi coltivati e casolari circondati da alberi in cui il verde trionfa, mostrano  una  Germania dipinta  non come piattaforma di architetture, ma landa di verde rasserenate.

Andrea  Chiesi (Modena, 1966) ha soggiornato a Berlino in diverse occasioni, nel 2011 ha vissuto in uno spazio sperimentale a Kreuzberg dando vita ad una serie di opere intitolate Perpetuum mobile, di cui sono in mostra tre dipinti: still life di luoghi urbani dai toni metallici, raggelanti, in cui nero, bianco e virate di grigio trasparente, rappresentano, con linee essenziali, edifici di archeologia industriale; tra questi, spicca un gasometro a sud di Berlino, più surreale che iperrealista, decorato con enigmatiche insegne luminose. Emana un’energia ipnotica, poi, l’opera  con un radar a forma sferica, situato in un aeroporto abbandonato, nei pressi di un lago simile a una navicella di Star Trek sperduta in uno spazio fuori dal tempo: certamente un omaggio alla fotografia di Bernd e Hilla Becher e a Gerhard Richter, padre della pittura fotografica. 



jacqueline ceresoli
mostra visitata il 19 aprile 2012 



dal 19 aprile al 14 maggio 2012
Berlino come New York
Galleria Rubin
Via Bonvesin De La Riva 5 (20129) Milano
Info: +39 0236561080 - inforubin@galleriarubin.com -www.galleriarubin.com

Berlino come New York - Testo d’accompagnamento

La prima volta che arrivai a Berlino, in autobus lungo la strada che porta dall’aeroporto alla stazione dello zoo, provai un’inaspettata sensazione: mi sembrava un ritorno a casa, come se quei luoghi, fino a quel momento a me sconosciuti, fossero familiari e mi accompagnassero da chissà quanto tempo. Era un’emozione che saliva dal profondo e mi regalava una inspiegabile e bellissima commozione.

Per questo, quando si sviluppò il progetto di lavorare ad una mostra sulla città, fui molto felice. Volevo realizzare una specie di guida interiore ad alcuni luoghi di Berlino –città in continua trasformazione, in moto perpetuo, appunto- ma tutto questo è stato possibile solo grazie alle esplorazioni  che aveva già compiuto Paola.  Le sue fotografie sono state decisive e se sono riuscito a tradurle nei miei disegni e nei miei dipinti è perché ha uno sguardo molto simile al mio e soprattutto perché negli anni lei è diventata una vera berlinese.

Quando viaggio, oltre alla mappa normale, ho sempre con me una mappa mentale, corrispondente all’incirca all’Europa del II secolo dopo Cristo. Berlino a quei tempi non era stata ancora fondata e la zona in cui sarebbe sorta era in pieno territorio barbaro. Uno dei miei libri preferiti, “I Pensieri” di Marco Aurelio, fu scritto durante una delle numerose campagne militari Romane nel territorio dei Quadi, antica popolazione Germanica.

Uno degli insegnamenti dell’Imperatore stoico è di seguire il proprio principio direttivo. Il mio principio direttivo è la pittura e seguirlo, secondo gli insegnamenti del Principe filosofo, mi ha rimesso in viaggio, oltre le terre dei Quadi, di nuovo verso Berlino, un nuovo ritorno a casa. Mi ha condotto qui e i miei disegni e i miei dipinti sono l’omaggio a questa città che porto dentro da sempre.

Andrea Chiesi, pittore

Berlino come New York - Testo d’accompagnamento

KASTANIENALLEE 36A.

La prima occhiata al cielo di Berlino la do al mattino verso le sette mentre preparo il caffè sulla piastra nero lucido a induzione. E’ quasi sempre grigio. Delle volte è di un grigio scuro che non fa passare la luce. A volte è di un grigio chiaro abbastanza luminoso. Raramente piove. Dalla finestra della cucina che è divisa in quattro e ha otto vetri, le ho viste così anche a Mosca, si vede la prospettiva leggermente in salita  di Kastanienallee. Se salgo in piedi su una sedia posso vedere la punta estrema della torre di Alexander Platz. In passato il viale era costeggiato da ippocastani andati perduti durante la Guerra. Negli anni novanta son stati ripiantati ma non arrivano oltre al primo piano delle case. La strada è tagliata perpendicolarmente da Schwedterstrasse, io abito in una casa all’angolo. Sotto si incrociano due tram gialli che fan venire in mente I dipinti delle periferie di Sironi. Uno scende da kastanieenallee verso Mitte, l’altro sale verso PrenzlauerBerg. La casa è sul confine dei due quartieri. Infatti vi è un cartello sotto casa, verde e giallo che indica l’inizio del Mitte, qualcuno per scherzo ha dipinto una T sopra la M di mitte TITTE vuol dire tetta in tedesco. Le case che mi circondano sono parallelepipedi di quattro piani, le facciate lisce  di età indefinibile sono alternativamente di color grigio chiarissimo, ocra mescolato a un po’ di nero o gialline. I tetti leggermente spioventi sono di tegole di un arancione brunito. Le finestre piccole, alcune hanno tendine di pizzo che cadono immobili dietro ai vetri chiusi. Le strade sono ancora deserte. Di machine e di persone.

Per fumare la prima sigaretta col caffè vado in una camera dal lato opposto della cucina, alla fine del corridoio. La stanza che è il mio studio è lunga e stretta con una delle due pareti che si restringe verso il fondo a imbuto. Una porta finestra  si affaccia sul cortile. Un ampio rettangolo con al centro uno sterrato su cui sorge una betulla, una piccola quercia e due enormi pioppi che si allungano affiancati oltre i muri delle case che chiudono il cortile da tutti I lati. Sulla quercia ha fatto un grosso nido una gazza che vedo spesso svolazzare dai tetti al nido. La casa a sinistra è un muraglione color ocra scolorito senza finestre. Sulla facciata appena sotto il cornicione si legge una scritta rossa di circa un metro d’altezza, YUPPIE RAUS.

Stamane, 27 Marzo il cielo e azzurrino, e il cespuglio di forsizia del cortile e’ punteggiato di stelline gialle. Promette bene.

Andrea Ventura,
illustratore e pittore

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