Galleria Rubin Blog


On this blog you will find posts about our exhibitions, news on the artists we work with and posts on art in general.

Galleria Rubin is a contemporary art gallery founded in Milan, Italy in 1997. Galleria Rubin works with Italian and international artists, mainly painters and sculptors, focusing on the artistic techniques.
Behind the WallsFotografie di Paolo Venturainaugurazione: giovedì 31 maggio ore 18.30fino a domenica 8 luglio 2012 Galleria Forma, Milano

Behind the Walls
Fotografie di Paolo Ventura
inaugurazione: giovedì 31 maggio ore 18.30
fino a domenica 8 luglio 2012 
Galleria Forma, Milano

Segnaliamo che sul quotidiano Il Giornale di oggi, giovedì 31 maggio 2012 (pag.34), troverete un’intervista di Ferruccio Gattuso a Letizia Fornasieri, relativa al mondo del lavoro.

Segnaliamo che sul quotidiano Il Giornale di oggi, giovedì 31 maggio 2012 (pag.34), troverete un’intervista di Ferruccio Gattuso a Letizia Fornasieri, relativa al mondo del lavoro.

Ci uniamo anche noi alla petizione per la tutela della Biblioteca Nazionale dei Gerolamini di Napoli. Iniziativa promossa dal professor Caglioti, storico dell’arte napoletano.

Al Ministro per i Beni Culturali, prof. Lorenzo Ornaghi. Gentile signor Ministro, Le scriviamo a proposito dello stranissimo e increscioso affare che riguarda l’attuale direzione della Biblioteca Nazionale dei Girolamini a Napoli, una delle biblioteche storiche più gloriose d’Italia, nata dalla passione culturale della congregazione di San Filippo Neri. Per volontà di Giovan Battista Vico, in essa confluirono i libri di Giuseppe Valletta: pegno vivo di una stagione in cui Napoli era un crocevia del pensiero filosofico europeo e vera capitale della Respublica literaria universale. Dopo le enormi perdite e trasformazioni di altri fondi librari avutesi nell’Ottocento, Napoli possiede ormai quest’unico esempio particolare di biblioteca pubblica di origine preunitaria, magnificamente coerente nell’architettura e nelle raccolte in essa ospitate: un organismo che un tempo si affiancava perfettamente alle biblioteche universitarie e alla Nazionale, così come avveniva e avviene in altre antiche capitali italiane, dove però le analoghe biblioteche di origine conventuale, principesca o erudita sono state meno decimate, e svolgono tuttora una funzione preziosissima (si pensi all’Angelica, alla Casanatense, alla Corsiniana e alla Vallicelliana di Roma, o alla Laurenziana, alla Marucelliana e alla Moreniana di Firenze). Purtroppo le conseguenze drammatiche, mai piante a sufficienza, del terremoto del 1980, hanno contribuito massicciamente a far uscire i Girolamini dall’orizzonte culturale, e prim’ancora dal vissuto quotidiano, della cittadinanza napoletana, con i suoi numerosissimi intellettuali, studiosi e studenti. E ciò spiega perché, nella distrazione ormai consolidatasi, sia cominciata una vicenda come quella che è adesso in corso, e che siamo qui a denunciarLe. Le chiediamo come sia possibile che la direzione dei Girolamini sia stata affidata dai padri filippini, con l’avallo del Ministero che ne è ultimo responsabile, a un uomo (Marino Massimo De Caro) che non ha i benché minimi titoli scientifici e la benché minima competenza professionale per onorare quel ruolo. E perché questa scelta sia stata fatta in un Paese e in un’epoca affollati fino all’inverosimile di espertissimi paleografi, codicologi, filologi, storici del libro, storici dell’editoria, bibliotecari, archivisti, usciti dalle migliori scuole universitarie e ministeriali, e finiti sulle strade della disoccupazione o della sotto-occupazione (call centers, pizzerie, servizi di custodia). Le chiediamo inoltre di spiegarci come mai Marino Massimo De Caro, sebbene del tutto estraneo al mondo della biblioteconomia e della funzione pubblica, abbia avuto e abbia comunque curiose implicazioni con i libri, che lo portano tuttavia nel mondo del commercio, facendo emergere fin qui – sempre e soltanto – episodi degni di essere vagliati non da una commissione di concorso, ma dalle autorità giudiziarie (sia pure con l’auspicio dell’innocenza). Le chiediamo inoltre come mai una figura dai trascorsi così poco chiari e poco chiariti sia stata messa a capo di un istituto che oggi come non mai ha bisogno, tutt’al contrario, non solo di una guida ferrea e irreprensibile, ma di un rappresentante – ben facile da trovare – che respinga ad anni-luce da sé i sospetti di ogni collegamento con quelle gravissime perdite più o meno recenti del loro patrimonio librario che i padri filippini per primi denunciano in questi mesi. Le chiediamo infine, nel riconsiderare con molta attenzione la scelta di Marino Massimo De Caro come direttore dei Gerolamini (nonché come Suo consigliere personale), di voler creare una commissione pubblica d’inchiesta sull’amministrazione passata e recente di questa biblioteca, prima che la memoria storica dei Gerolamini rimanga affidata soltanto a una maestosa architettura ferita e umiliata, tragicamente solitaria nel cuore di una rete mondiale di traffici rapaci.Francesco Caglioti, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Dipartimento di Discipline Storiche

l’immagine è opera di Tommaso Ottieri,Napoli. Cortile Gerolomini, olio su tela, 85 x 170 cm

Ci uniamo anche noi alla petizione per la tutela della Biblioteca Nazionale dei Gerolamini di Napoli. Iniziativa promossa dal professor Caglioti, storico dell’arte napoletano.

Al Ministro per i Beni Culturali, prof. Lorenzo Ornaghi.
Gentile signor Ministro,
Le scriviamo a proposito dello stranissimo e increscioso affare che riguarda l’attuale direzione della Biblioteca Nazionale dei Girolamini a Napoli, una delle biblioteche storiche più gloriose d’Italia, nata dalla passione culturale della congregazione di San Filippo Neri. Per volontà di Giovan Battista Vico, in essa confluirono i libri di Giuseppe Valletta: pegno vivo di una stagione in cui Napoli era un crocevia del pensiero filosofico europeo e vera capitale della Respublica literaria universale.
Dopo le enormi perdite e trasformazioni di altri fondi librari avutesi nell’Ottocento, Napoli possiede ormai quest’unico esempio particolare di biblioteca pubblica di origine preunitaria, magnificamente coerente nell’architettura e nelle raccolte in essa ospitate: un organismo che un tempo si affiancava perfettamente alle biblioteche universitarie e alla Nazionale, così come avveniva e avviene in altre antiche capitali italiane, dove però le analoghe biblioteche di origine conventuale, principesca o erudita sono state meno decimate, e svolgono tuttora una funzione preziosissima (si pensi all’Angelica, alla Casanatense, alla Corsiniana e alla Vallicelliana di Roma, o alla Laurenziana, alla Marucelliana e alla Moreniana di Firenze).
Purtroppo le conseguenze drammatiche, mai piante a sufficienza, del terremoto del 1980, hanno contribuito massicciamente a far uscire i Girolamini dall’orizzonte culturale, e prim’ancora dal vissuto quotidiano, della cittadinanza napoletana, con i suoi numerosissimi intellettuali, studiosi e studenti. E ciò spiega perché, nella distrazione ormai consolidatasi, sia cominciata una vicenda come quella che è adesso in corso, e che siamo qui a denunciarLe.
Le chiediamo come sia possibile che la direzione dei Girolamini sia stata affidata dai padri filippini, con l’avallo del Ministero che ne è ultimo responsabile, a un uomo (Marino Massimo De Caro) che non ha i benché minimi titoli scientifici e la benché minima competenza professionale per onorare quel ruolo. E perché questa scelta sia stata fatta in un Paese e in un’epoca affollati fino all’inverosimile di espertissimi paleografi, codicologi, filologi, storici del libro, storici dell’editoria, bibliotecari, archivisti, usciti dalle migliori scuole universitarie e ministeriali, e finiti sulle strade della disoccupazione o della sotto-occupazione (call centers, pizzerie, servizi di custodia).
Le chiediamo inoltre di spiegarci come mai Marino Massimo De Caro, sebbene del tutto estraneo al mondo della biblioteconomia e della funzione pubblica, abbia avuto e abbia comunque curiose implicazioni con i libri, che lo portano tuttavia nel mondo del commercio, facendo emergere fin qui – sempre e soltanto – episodi degni di essere vagliati non da una commissione di concorso, ma dalle autorità giudiziarie (sia pure con l’auspicio dell’innocenza).
Le chiediamo inoltre come mai una figura dai trascorsi così poco chiari e poco chiariti sia stata messa a capo di un istituto che oggi come non mai ha bisogno, tutt’al contrario, non solo di una guida ferrea e irreprensibile, ma di un rappresentante – ben facile da trovare – che respinga ad anni-luce da sé i sospetti di ogni collegamento con quelle gravissime perdite più o meno recenti del loro patrimonio librario che i padri filippini per primi denunciano in questi mesi.
Le chiediamo infine, nel riconsiderare con molta attenzione la scelta di Marino Massimo De Caro come direttore dei Gerolamini (nonché come Suo consigliere personale), di voler creare una commissione pubblica d’inchiesta sull’amministrazione passata e recente di questa biblioteca, prima che la memoria storica dei Gerolamini rimanga affidata soltanto a una maestosa architettura ferita e umiliata, tragicamente solitaria nel cuore di una rete mondiale di traffici rapaci.

Francesco Caglioti, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Dipartimento di Discipline Storiche


l’immagine è opera di Tommaso Ottieri,Napoli. Cortile Gerolomini, olio su tela, 85 x 170 cm

Gehard Demetz in un articolo di Francesca Marani sulla fiera Roma Contemporary, appena conclusa. Il Venerdì di Repubblica, 25 maggio 2012, p.125

Gehard Demetz in un articolo di Francesca Marani sulla fiera Roma Contemporary, appena conclusa. Il Venerdì di Repubblica, 25 maggio 2012, p.125

Vi aspettiamo a Roma Contemporary dal 25 al 27 maggio 2012. Questa è la guida di Artribune agli eventi del weekend d’arte…non dimenticate però di visitare il nostro stand n.14 padiglione A.

Vi aspettiamo a Roma Contemporary dal 25 al 27 maggio 2012.
Questa è la guida di Artribune agli eventi del weekend d’arte…
non dimenticate però di visitare il nostro stand n.14 padiglione A.

Un assaggio della mostra che inaugura stasera:
Luca Reffo, Rainbow Color (without information on), 2012, oil on canvas, 24 x 30 cm

Un assaggio della mostra che inaugura stasera:

Luca Reffo, Rainbow Color (without information on), 2012, oil on canvas, 24 x 30 cm

Tomorrow night at Galleria Rubin, Milan, Italy Luca Reffo solo show: “Close to me” curated by Marco Meneguzzo. Opening reception: 19 - 21

Tomorrow night at Galleria Rubin, Milan, Italy
Luca Reffo solo show: “Close to me”
curated by Marco Meneguzzo.
Opening reception: 19 - 21

E’ online il sito di Letizia Fornasieri: letiziafornasieri.itDove troverete una selezione delle sue opere e tanti contenuti interessanti da leggere e scaricare.
immagine: Letizia Fornasieri, Girasole, 2010, olio su carta, 54 x 65 cm

E’ online il sito di Letizia Fornasieri: letiziafornasieri.it
Dove troverete una selezione delle sue opere e tanti contenuti interessanti da leggere e scaricare.

immagine: Letizia Fornasieri, Girasole, 2010, olio su carta, 54 x 65 cm

While you are waiting for the upcoming exhibition Close to me, please enjoy a new selection of works by Luca Reffo on our website galleriarubin.com

While you are waiting for the upcoming exhibition Close to me, please enjoy a new selection of works by Luca Reffo on our website galleriarubin.com

Segnaliamo la mostra di Sonia Costantini “Consonanze” al Palazzo Ravaschieri di Chiavari (Ge). Inaugurazione venerdì 11 maggio 2012, ore 18.00. Dal 11 maggio 2012 al 01 luglio 2012. Su appuntamento. Sabato e domenica dalle 17.00 alle 20.00.

Segnaliamo la mostra di Sonia Costantini “Consonanze” al Palazzo Ravaschieri di Chiavari (Ge). Inaugurazione venerdì 11 maggio 2012, ore 18.00. Dal 11 maggio 2012 al 01 luglio 2012. Su appuntamento. Sabato e domenica dalle 17.00 alle 20.00.

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